Monday, November 29, 2004

Govinda

Non vide più il volto del suo amico Siddharta, vedeva invece altri volti, molti, una lunga fila, un fiume di volti,centinaia, migliaia di volti, che tutti venivano e passavano, ma pure apparivano tutti insieme, e tutti si mutavano e rinnovavano continuamente, eppure erano tutti Siddharta .
Vide il volto d'un pesce, d'un carpio, con la bocca spalancata in un dolore infinito, un pesce in agonia, con gli occhi che scoppiavano - vide un volto d'un bimbo appena nato, rosso e pieno di rughe, contratto nel pianto - vide il volto d'un assassino, e vide costui piantare un contello nella pancia d'un uomo - vide, nello stesso istante, questo malfattore incatenato e in ginocchio davanti al boia, che gli mozzava la testa con un colpo della mannaia - vide i corpi d'uomini e donne nudi, negli atti e nella lotta di frenetico amore - vide cadaveri distesi, tranquilli, freddi, vuoti - vide teste d'animali, di cinghiali, di coccodrilli, d'elefanti, di tori, d'uccelli - vide déi, vide Krishna, vide Agni - vide queste immagini e questi volti mescolati in mille reciproci rapporti, ognuno aiutare gli altri, amarli, odiarli, distruggerli, rigenerarli, ognuno avviato alla morte, ognuno testimonianza appassionatamente dolorosa della loro caducità, eppure nessuno moriva, ognuno si trasformava soltanto, veniva un'altra volta generato, riceveva un volto sempre nuovo, senza che, tuttavia, ci fosse un intervallo di tempo fra l'uno e l'altro volto - e tutte queste immagini e questi volti giacevano, fluivano, si generavano, galleggiavano e rifluivano l'uno nell'altro, e sopra tutti v'era costantemente qualcosa di sottile, d'impalpabile, eppure reale, come un vetro o un ghiaccio sottilissimo, interposto, come una pellicola trasparente, un guscio o una forma o una maschera d'acqua, e questa maschera sorrideva, e questa maschera era il volto sorridente diSiddharta, che egli, Govinda, proprio in quel istante sfiorava con le labbra .
E, così parve a Govinda, questo sorriso della maschera, questo sorriso dell'unità sopra il fluttuar delle forme, questo sorriso della contemporaneità sopra le migliaia di nascite e di morti,questo sorriso di Siddharta era appunto il medesimo, era esattamente il costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha .
(Siddharta, Hesse)

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