Oceano Mare
A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero : nel nulla, il niente di un uomoe di un cavalletto da pittore .Il cavalletto è ancorato con corde sottili a quattro sassi posati nella sabbia .Oscilla impercettibilmente al vento che soffia da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottile. Sul cavalletto, una tela .E' come una sentinella - questo bisogna capirlo - in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione silenziosa della perfezione, piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare scenografia dell'essere .Giacché sempre è così, basta il barlume di unuomo a ferire il riposo di ciò che sarebbe a un attimo da diventare verità e invece immediatamente torna ad essere attesa e domanda, per il semplice e infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie a fiume e l'immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa,sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà - proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiaggia, costeggiando la risacca del mare, e riga da destra a sinistra l'ormai perduta perfezione del grande quadro consumando la distanza cha la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere a qualche passo da lui, e poi proprio accanto a lui, dove diventa un nulla fermarsi - e, tacendo, guardare .L'uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri .Le setole del pennello lasciano dietro di sé l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.Soffia come sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.- Plasson, sono giorni e giorni che lavora quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli ?Questo sembre risvegliarlo. Questo l'ha colpito. Si gira ad osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere .- Vi prego, non muovetevi -,dice .Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca .Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare" - ed è un pensiero che da i brividi .
(Oceano Mare, Baricco)
(Oceano Mare, Baricco)

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