Tuesday, October 26, 2004

Valentino

Quando, l'anno scorso, si è saputo che avrei corso con la Yamaha ho sentito intorno a me tante sensazioni diverse .
C'erano quelli che non tifavano Valentino Rossi che dicevano che lasciando la Honda avrei fatto fatica .
Anche una parte dei miei tifosi pensava che sarebbe stata dura tornare subito a vincere .
Alcuni, infine, erano sicuri che sarebbe andata immediatamente bene .
Li ho sentiti tutti vicini e ne ero felice .
Però, sinceramente, io non credevo che sarebbe successo tutto così presto .
Abbiamo vinto subito ed è stato davvero fantastico .
Parlo anche per chi ha guardato le nostre gare da casa e si è potuto gustare delle battaglie bellissime con Gibernau e con Biaggi .
Grazie a tutti quelli che avevano creduto subito in questa mia scelta .
E grazie anche a tutti quelli che si sono fatti prendere strada facendo da questa sfida .
Sono stati tanti, come ho capito dalle reazioni della gente che ho incontrato in questi mesi .
Sono stati tutti un aiuto per arrivare all'obiettivo .
Questo è stato senza dubbio un anno speciale .
Il più bello di tutti .
Credo .
Uno Spettacolo!
(Valentino Rossi)

Monday, October 25, 2004

Spugna

(Ieri, in un momento di relax, ho tirato fuori i vecchi vinili di mia madre e ho riascoltato “Sono solo canzonette” di Bennato .
Con grande stupore, arrivato a “Dopo il liceo che potevo far”, mi sono reso conto che il buon vecchio Edoardo nel 1980 ha scritto una strofa che sembra descrivermi perfettamente :

Dopo il liceo che potevo far
Non c'era che l'università
Ma poi il seguito è una vergogna
Son fuori corso qui in facoltà
E me lo voglio dimenticar
E bevo, bevo come una spugna
Son sempre ubriaco, son sempre sfatto
E arrivo a sera che son distrutto
Così a furia di questo sballo
Non so più quando non so più come
Mi son scordato il mio vero nome
Ma qui nel giro mi chiamano
Spugna, eccomi qua!

Perfetta!!!???!!!)

???

(Diamo a Cesare ciò che è di Cesare!!!)

Wharola Posted by Hello

La prima!!!

(Finalmente anche per il Valle D'Aosta è arrivata la PRIMA DI CAMPIONATO!!!
Eh già, sabato si è andati in quel di Monferrato a cercare i primi tre punti disponibili e fortunatamente sono arrivati .
Partita in discesa contro un giovane Casale che nel primo tempo riesce a toccare la palla solo per raccoglierla dalle propria rete, parziale di 13 a 6 .
Nella ripresa il solito calo di concentrazione, gli avversari si riportano sotto timidamente ma solo per poco, partita archiviata con quattro goals di scarto .
Per Parello una buona prova difensiva; in attacco un pò sotto tono, il primo e unico tiro arriva al 14' della ripresa ma si infrange sulla traversa... porca...
In attesa di ospitare il Biella, si torna al duro allenamento...)

Any Given Sunday...

Non so cosa dirvi davvero, tre minuti dalla nostra più difficile sfida personale, tutto si decide oggi : o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro dopo l’altro, schema dopo schema fino alla disfatta .
Siamo all’inferno signori miei, credetemi .
Possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce .
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta, io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso : certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare, si perchè io ho sperperato tutti i miei soldi che ci crediate o no, ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio...
Sapete, col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa parte della vita però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri e così è il football, perchè in entrambi questi giochi, la vita ed il football, il margine di errore è ridottissimo .
Capitelo mezzo passo fatto in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa .
Ma i centrimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono ad ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo...
In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno per un centrimentro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro perchè sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire .
E voglio dirvi una cosa : in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro e io so che se potrò avere una vita appagante è perchè sono disposto a battermi e a morire per quel centimetro, la nostra vità è tutta lì, è in questo che consiste ...
E' in quei dieci centimetri che avete davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare, dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi .
Scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui, questo è essere una squadra signori miei .
Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualente, è il footbal ragazzi, è tutto qui .
Allora cosa volete fare?
(Any Given Sunday)

Pink

How I wish, how I wish you were here,
We’re just two lost souls simming in a fish bowl, Year after year,
Running over the same old ground, What have we found ?
The same old fears, Wish you were here .
(Pink Floyd, Wish You Were Here)

Tuesday, October 19, 2004

Risposta a Bro'...

(Effettivamente è un problema che mi sono posto molte volte e sempre più frequentemente: se credere o no a qualcosa di "Ultraterreno"!?!?!?
Che tema difficile Bro' , bello impestato .
In principio proprio non ci credevo, ero convinto che fosse qualcosa inventato dall'uomo per non sentirsi inutile, insomma per dare un senso a qualcosa che altrimenti un senso non avrebbe .
Si perchè se ci sbattiamo di brutto per creare qualcosa di buono e poi un giorno, senza preavvisi, bum ... si parte, allora i conti non mi tornano.
Che bella fregatura, meglio inventare qualcosa, qualcosa di grande che renda la pillola meno amara !!!
Senza poi considerare che leva incredibile è stata la religione nel passato, quasi uno strumento di repressione in alcuni casi .
No, proprio non ci credevo: troppi dubbi, troppe cose che non tornavano .
Ma in verità non era un problema assillante .
Ultimamente alcuni fatti mi hanno sensibilizzato alla tematica e ci ho riflettuto un bel pò!!!
Ho pensato a tutte le grandi menti del passato : prendi la Divina Commedia che è spaziale, ci pensi e dici ma può essere che Dante non capisse un cazzo???
Manzoni e la provvidenza ???
Vogliamo poi parlare di tutti (non proprio tutti) i pittori ???
Forse ci devo pensare meglio...
Un'idea che ho formulato è stata : si esiste ma la chiesa ( le varie "chiese" in generale) decisamente non ci stà dentro !!!
In effetti la chiesa come organizzazzione è tipicamente umana, di conseguenza fa delle puttanate, grosse puttanate!!!
Esiste, esiste, per forza esiste, non può essere solo una balla che va avanti da 2000 anni .
Ne abbiamo bisogno di brutto, saremmo troppo piccoli altrimenti, troppo insignificanti, troppo deboli ...
Ma poi solo il fatto di crederci profondamente, non lo rende già reale ??? )





Sunday, October 17, 2004

Fattoria

E guardavano gli uomini e poi i maiali
i maiali e poi gli uomini
e ancora gli uomini e poi i maiali e
non riuscivano più a distinguerli
(Orwell, La Fattoria Degli Animali)

Milano

Milano vicino all'europa, Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte, Milano che ride si diverte
Milano a teatro un olè da torero, Milano che quando piange, piange davvero
Milano carabinieri e polizia che ti guardano severi,chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano, ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica, Milano che fatica
Milano sempre pronta a Natale che quando passa piange e ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio, zucchero e catrame
Milano ogni volta che mi tocca di venire mi prendi allo stomaco e mi fai morire
Milano senza fortuna mi porti con te sotto terra e sulla luna
Milano tre milioni e respiro di un polmone solo
che come un uccello gli spari lo manchi e riprende il volo
Milano lontana dal cielo tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
(Dalla)

Wednesday, October 13, 2004

Svista Capitalista

Il tempo è denaro...e va bèh...ma il denaro non è tempo, il tempo è vita, non è reversibile l'equazione!!!
Se è vita, decido io dove la investo : in famiglia, al sindacato, a pescare... sì, in orto magari .
Questa per me è libertà, lo so che è una parola grossa ma la riempio di piccole e va meglio .
Conosco operai che non sanno dare valore al loro tempo se non è pagato dal padrone, se non sono sotto stipendio sono disperati e contagiano anche la moglie : facciamo qualcosa, facciamo qualcosa, facciamo qualcosa...
Anche la domenica : facciamo qualcosa, facciamo qualcosa, facciamo qualcosa ... e partono, montano in macchina e vanno a fare qualcosa .
Si ritrovano tutti in fila con altri come loro, anche da fermi continuamo a correre : facciamo qualcosa, facciamo qualcosa, facciamo qualcosa ...
Oh Oh Oh ... i soldi servono ma stabilisci quanti te ne servovo, se non sai quanti ne vuoi, ma fatichi all'infinito per favore !
E' un comportamento dei ricchi e dei poveri, ma nei ricchi per me, il disturbo è più evidente .
Questi arraffano come volessero vivere in eterno .
L'accumulazione capitalista su cui campiano tutti si fonda su una svista : padroni e operai desiderano quanti più soldi possono .
Ma dai, fissa una cifra, tienti largo ma fissa una cifra e poi stacca .
Chi non ha il senso del limite, anche fosse miliardario, è solo un poveretto dentro !!!
(Paolini)

Tuesday, October 12, 2004


Figata Incredibilis... La nuova B38 presentata al salone di Genova, dal vivo lascia senza fiato!!!
Poco più di 220 mila euro per poco meno di 12 metri...  Posted by Hello

Nuove conoscenze... McCullin!!!
Nato a Londra nel 1935 , iniziò a fotografare durante il servizio militare e i suoi primi reportages, pubblicati dall'Observer , furono sulle gang di quartiere e sulle bande giovanili.
Dopo aver fotografato la costruzione del muro di Berlino e aver collaborato con diverse riviste , nel 1964 realizzò il primo dei suoi reportages di guerra a Cipro.
Seguirono il Vietnam , il Biafra , la Cambogia , il Congo , l'India , dove documentò la nascita dell'ospizio fondato da Madre Teresa di Calcutta e la guerra con il Bangladesh.
Come accadde a Capa , la sua fama è legata soprattutto alle foto di guerra , ma McCullin è da sempre molto attento anche alla sfera del sociale e al mondo dei giovani più recentemente dai paesaggi e dalle realtà antropologicamente diverse e lontane.
In un anno particolare , il 1968 , di ritorno a Londra dopo aver viaggiato tra Vietnam e Biafra , realizzò un servizio sui Beatles , coordinando vari fotografi sguinzagliati al seguito del gruppo per le strade londinesi .
Dagli anni 80 si dedica soprattutto alle mode giovanili, scrive anche articoli per il Sunday Times e intraprende un grosso progetto sul mare.
In anni recenti è stato in Iraq.
ll tema della «Dura Bellezza» secondo i critici esprime con la concisione dell'ossimoro (due termini in contrapposizione-ghiaccio -bollente, dura -bellezza) il valore e il senso del miglior fotogiornalismo moderno e in particolare di tutto il lavoro di Don McCullin.
La durezza della vita , cui McCullin è abituato sin da piccolo viste le ristrettezze della famiglia , entra nelle sue foto insieme alla straordinaria sensibilità per la luce cupa , crepuscolare , malinconica.
Le ombre , l'oscurità , il taglio inconfondibile dell'inquadratura che nasce dal suo occhio già nel momento dello scatto (non taglia mai i negativi) , connotano le sue immagini come le stimmate dell'autore.
E' al ritorno dal servizio militare nella Raf , dove lavora nella sezione fotografica sviluppando vedute aeree di luoghi strategici per l'intelligence, che acquista la sua prima macchina fotografica : una Rolleicord biottica.
Con questa scatta foto agli amici della gang dei Guvnors che un giorno si trovano coinvolti in una rissa in cui viene accoltellato un poliziotto.
Su suggerimento di un compagno porta la foto all'Observer, che la pubblica.
Comincia così la sua collaborazione ai maggiori giornali europei e americani con servizi sulla costruzione del muro di Berlino , in cui riprende i militari ai posti di blocco , i carriarmati che percorrono la Friedrichstrasse , gli abitanti di Berlino Ovest che salutano piangendo i loro concittadini relegati dall'altra parte.
Sulla povertà a Londra e nella Contea di Durham , dove una nonna spinge il passeggino del nipote tra i fumi grigi delle ciminiere e i disoccupati raccolgono resti di carbone ai bordi della miniera.
Nel 1964 con una Pentax usata affronta il suo primo incarico in zona di guerra , a Cipro , dove i greci di Limassol aprono il fuoco sul piccolo quartiere turco della città.
La forza delle immagini di uomini che trasportano i compagni uccisi nelle vie , il dolore di una donna che scopre i corpi del marito e del cognato massacrati , la disperazione delle madri sono le prime foto di guerra che lo faranno conoscere in tutto il mondo , ma che segneranno anche l'indirizzo del suo lavoro futuro.
Vietnam , Nigeria , Cambogia , Biafra , Pakistan , Uganda , Medio Oriente , Phnom Penh , sono altrettante tappe del calvario dell'umanità in cui il fotografo inglese è presente in prima fila, come Robert Capa , come Eugene Smith , come molti altri fotoreporter , non solo per far conoscere gli orrori , ma per indurre a prestare più attenzione , a riflettere , a rendersi conto meglio delle verità nascoste sotto le spiegazioni del potere costituito.
Se la sua «Passione» , rappresentata dalla fotografia di un marine ferito a Hué , in Vietnam , trasportato a braccia dai due compagni , esprime una profonda pietas , sono le scene tremende a cui ha assistito , che gli tornano spesso in mente.
La corrente sotterranea di violenza si esprime in molte sue opere con i contrasti delle tonalità estreme , sempre accompagnate da una forte tensione emotiva , da una partecipazione empatica con la sofferenza , che lo hanno portato a cercare in un'altra direzione il bisogno di tranquillità interiore.
Nei paesaggi trova finalmente la pace , l'assenza di tensioni drammatiche , la calma del guerriero. Sono le visioni pianeggianti , grigie , in cui si indovina appena la sagoma di un villaggio all'orizzonte che lo pacificano.
Se le foto di guerra sono foto «rubate» , le foto che ha scattato tra il 2002 e la fine del 2003 alle tribù etiopi dei Mursi , Karo , Gheleb , Bume , Harmer, Bodi , Surma , sono foto «comperate». The Tribes of Southern Ethiopia (the Omo River Baison) nasce da tre viaggi nel paese africano che ha ancora la fama di luogo tranquillo , una specie di giardino dell'eden.
Ma le immagini che ci mostra McCullin non sono affatto rassicuranti.
Sono foto antropologiche che si rifanno alla sua esplorazione della Gran Bretagna , degli inizi della carriera , ma hanno un risvolto inquietante.
Al fotografo , che chiede il permesso di riprendere i gruppi delle varie tribù , viene chiesto , con la mano tesa , del denaro e non bastano neppure venti dollari a posa.
La loro immagine , la sola cosa che possiedono , ha un prezzo come i kalashnikov che portano a tracolla per difendere le sorgenti d'acqua e i pascoli.
Neanche qui a McCullin viene risparmiata la presenza insinuante della violenza.

 Posted by Hello

Monday, October 11, 2004


genova Posted by Hello