Tuesday, May 23, 2006

Moggi vittima del triangolo della gelosia

Dal triste esilio di Luciano Moggi, l'emiro piangente sul regno perduto, ci arriva una pagina da commedia brillante, di quel genere che i francesi chiamano "Feuilleton" : una storia degna del teatro di Feydeau, genio capace di cogliere risvolti di comicità nelle miserie umane. E in poche righe scopriamo che alle fonti della spaventosa calciopoli nazionale, bene esposta sulle prime pagine del mondo, c'è - o ci sarebbe - un "dramma della gelosia".
Intrigo, tradimento, rabbia, vendetta, scandalo. Anche tangentopoli, ricorderete, trovò alle origini la rivalsa di una donna tradita. Ma qui il classico triangolo non espone personaggi che possano ispirare torbidi pensieri da lenzuola. Ci dobbiamo accontentare di quel che passa il pallone : Berluscono - Moggi - Galliani.
"Maledetto il giorno in cui sono andato a palazzo Grazioli". Moggi ha già confezionato la sua frase storica. E già, in quella residenza in cui sono transitati ben più importanti destini nazionali, si è consumato il primo atto del tradimento. Una versione scenografica dei fatti ci fa immaginare il sovrano Berlusconi che convoca il mago di tutte le vittorie. "Ammiro la tua arte, Luciano, lascia la stanca Juve, vieni nel mio Milan, ti darò tutto ciò che il tuo cuore desidera : onori e quattrini, spazi verdi e saloni dorati, poteri e piaceri". Moggi resta estasiato, le susinghe lo affascinano, promette, prende tempo, vuol centellinare la gioia per l'offerta che gli arriva dal grande capo teoricamente nemico.
Ma, ahimé, anche i palazzi parlano. Ci sono sussurri in grado di abbattere muri e barriere. L'aria si fa pesante. E nella scenografia della commedia appare lui, il truce Adriano, rosso di sdegno, con tutta la sua ventennale fedeltà ferita sul volto, con la gialla cravatta d'ordinanza divenuta viola, un Galliani ancora più stravolto di quello che vediamo in tv quando il Milan perde : "Silvio, che cos'ha lui che io non ho? Cosa può darti lui che io non ti ho dato? Come puoi dimenticare, caro Silvio, il nostro antico amore nato sotto le antenne della immensa fortuna ?".
Berlusconi - Moggi - Galliani : certo le tre faccie non ispirano guizzi poetici o drammaturgici, ma ormai il classico triangolo è composto. E da esso parte l'ultimo atto : la vendetta. Moggi dal suo esilio ricostruisci la subdola trama. Le intercettazioni telefoniche della Procura di Torino dormono da mesi in un cassetto della federazione. Ecco, improvvisamente si svegliano. Si sveglia anche Franco Carraro, il quarto uomo : racconta tutto a Galliani e Adrianone, non più afflitto, con la cravatta tornata gialla e la faccia da Milan vincente, si rivolge al grande capo : "Ecco, Silvio, quale uomo ti stavi per mettere in casa". Lo scandalo esplode. Berlusconi smaltisce subito la passionaccia per Moggi e contrattacca : "Voglio i due scudetti che avete rubata al Milan". Chi li avrebbe rubati? Oddio, il metodo-Moggi.
Ecco l'immortale commedia della vita.
(Candido Cannavò)