(Esame di stato. Otto ore. E' gia questo la dice lunga sulla giornatina che ho passato, anzi che abbiamo passato perchè questa volta, insime a me, c'era Bum Bum Berla.
Sveglia all'alba o almeno ad un orario per me improponibile : sette in punto. A peggiorare le cose la radiosveglia che non suona e un Berlier costretto a fare da mamma e svegliarmi "delicatamente". Mi alzo e come al solito mi butto in bagno, nell'oscurità della cucina intravedo un'ombra troppo grossa per essere Ale, penso ad uno scherzo della stanchezza, strizzo gli occhi un paio di volte ma porca vacca è proprio Fede. Levataccia per tutti. Mal comune...
Poche parole. Televisione accesa e testa bassa sulla tazza della colazione.
Alle sette e mezza usciamo di casa. Io con uno zaino da montagna carico di tutti gli appunti presi negli ultimi tre anni, Ale che si "accontenta" del manuale e qualche altro libro. Come minimo venti chili a testa sulle spalle. Raggiungiamo il Poli e ci dividiamo, Ale in nave, io in trifoglio. Inizia l'odissea o meglio il massacro.
Un'ora ad aspettare di entrare in aula per poi vedere che potevi sederti dove volevi. Almeno questo. Ancora mezz'oretta e arrivano i temi d'esami, tre in totale, l'unico fattibile quello energetico (almeno per me)!!!
Le prime due orette provo a fare tutto da solo, mi isolo, non ascolto le mille ipotesi che percorrono l'aula. Basta poco per capire che sarei proprio un pirla a non sfruttare la possibilità di confrontarmi con gli altri e prendo coraggio, mi sposto in avanti e mi avvicino a Baglietta. Da qui in poi un crescendo di anarchia fino alle cinque e mezza quando la commissione decide che non c'è più tempo.
Ritrovo Ale fuori dall'area e riguadagnamo la strada per via Cenisio. Una birretta in mano, qualche domanda, nessuna risposta e una stanchezza devastante.
Gli esiti dell'esame il venticinque settembre... Per ora rimane un pò di amarezza per un esame senza senso e 250 euro in meno in tasca...)