Wednesday, March 30, 2005

Happy Birthday...

(Oggi è il compleanno di due miei cari amici, Garo e Feffo, volevo fargli un augurio speciale e mettere una loro foto molto bella ma non riesco più a far funzionare picasa ... immaginatela ...Devo anche scusarmi con loro per ieri sera : per prima cosa ero convinto che ieri fosse il28 e non il 29 marzo, poi ho dimentcato a casa il cerllulare e solo al ritorno ho lettodell'invito...Cosa dire ? Dovrò recuperare venerdì sera ... Non vedo l'ora...Un abbraccio miei cari vecchietti...)

Tuesday, March 29, 2005

De Profundis

Deputate e senatrici, più esattamente testi­monial, avvolte di vestiti il cui costo era sufficiente ad "adottare" almeno due­cento bambini per i prossimi due secoli, hanno sfilato per beneficenza.
Madrina di cerimonia la passio­naria di AN Daniela Santanchè, che dicono rampante per dire una delle femmine arriviste che fan fortuna millantando o costruendosi nobili origini, sposando brevemente qualche facoltoso un po' rincoglionito, trampolino di lancio per una vita di rendite e buoni affari, celebrati a colpi di lifting. Tra i buoni affari della Santanchè il concittadino Flavio Briatore del Billionaire, esemplare dell' Italia cafonesca, venuto su dalla provincia di Cuneo arrivato all'attico a Manhattan e alla Costa Smeralda dopo uno sla­lom tra compagnie di giro, affa­ri loschi e un po' inquietanti, bische, amicizie mafiose e qualche condanna cui si è sot­tratto alle isole Vergini fino a intervenuta amnistia. Sua socia al Billionarie, che è un po' il capofila di quei lupanari di lusso dove l'apparenza laida custodisce i buoni affari nell'in­treccio fra malavita, spettacolo e politica drogata, la Santanchè che da pierre al Flavio gli aveva inventato la love story con Naomi, e che al figlio di tre anni regalava, come racconta Gian Antonio Stella, una picco­la Mercedes a pedali da tre milioni "per abituarlo a vivere nel lusso". Dopo di lei in peda­na parlamentari donne di tutti i partiti e di nessuna vergogna, come Alessandra Mussolini che in un certo senso tornava alle origini, a quando sfilava sotto la doccia nei filmetti con Pozzetto e Montesano. Non mancavano quelle della sinistra dell'immagine, immaginaria. La pugile comunista Katia Beli­lo, che con la Mussolini faceva a botte sotto gli occhi di un eccitatissimo Vespa, una da cui ti aspetteresti una condanna netta, un rifiuto fermo per ini­ziative di facciata, della destra compassionevole, l'elemosina che lascia le ingiustizie come stanno. E invece avvolta nei pizzi e negli strascichi era la più in orgasmo, come una don­netta dell'ex Unione Sovietica che abbia scoperto le seduzioni borghesi: "Una emozione fortis­sima“ diceva ”e poi si sa che noi donne siamo più intelligenti e approfittiamo di ogni situazione per rivendicare spazi", e ci senti­vi il femminismo infantile e vel­leitario, non quello delle grandi lotte sociali in memoria delle operaie morte nel rogo delle fabbriche in cui erano tenute come schiave, ma l'altro adole­scenziale, da suffragetta, "le donne sono meglio degli uomi­ni" che è un maschilismo al contrario e altrettanto idiota.
Ma insomma tutte avvolte, da destra a sinistra, nei costosissi­mi stracci degli stilisti evasori, spesso riciclatori, qualche volta in affari con le mafie, comun­que ambasciatori dello stile di vita sconcio del neocapitalismo irresponsabile e antisociale. II Cavalli che per la Mercedes Benz organizza una festa da 50 milioni con attricette, calciato­ri, sceicchi, immancabili politi­ci e a chi storce il naso rispon­de "Ma scherzi, con la pubblicità sui giornali spendevo il doppio".
Non è questo il mondo del potere amorale e spudorato, non è il traguardo finale della democrazia negativa, del controllo politico del regime su una società civile interdetta, annichilita dal denaro e sesso?
Sì, ma pecunia non olet .
Non dovrebbe pensarci la sinistra, specie femminile, a denunciare certi trucchi antifemministi, a dissociarsene con decisione?
Come può una donna, di sinistra per giunta, sfilare in passerella con una collega che difende la memoria del nonno dittatore, difende le leggi razziali, ha fondato un partito neofascista con razzisti ed ex picchiatori per dissociarsi dalle svolte opportuniste di Fini, considerato "un traditore che difende la resistenza e l’antifascismo" ?
Ma vai, “noi donne siamo più intelligenti”, un'assessora romana ha partecipato alla sfilata della neofascista Santanchè con la ­seguente benedizione del sindaco Veltroni : "Vai, sfila, lo fai per una buona causa".
C'è come una frenesia, un orgasmo di organizzare raccolte di soldi che più le catastrofi sono atroci e più debbono uscire rutilanti, televisive, cla­morose. E ricche, ricche e demenziali in egual misura, i venti, i trenta milioni di euro in sms per il sudest asiatico i cui danni dopo lo tsunami sono incalcolabili, nell'ordine delle migliaia di miliardi di dollari. Ma pur di esserci, di partecipa­re al gran gioco della solidarie­tà, come l'ennesima versione del Grande Fratello. Con gli sms è andata a finire che gli spiccio­li se li litigavano gli ometti di paglia del governo e alla fine il solito Berlusconi li ha usati per soliti numeri della finanza creativa, per dire che avevamo mandato in Asia "centocin­quanta milioni di euro" anziché i miserabili quattro o cinque spediti in realtà, per destinazio­ni e scopi rimasti ignoti.
E’ vero: il marxismo, il sociali­smo utopistico hanno perso e Il turbocapitalismo reale, real­issimo ha stravinto, ha scate­nato "una devastante mutazio­ne antropologica" come dice il professor Giulio Sapelli. La mutazione dei manager, dei nuovi padroni non del capitale ma del sapere, che si impongo­no anche ai materiali proprieta­ri di aziende; della corruzione non più occultata ma sfrontata, della ricchezza sfacciata e senza implicazioni filantropi­che, senza velleità sociali. La mutazione dell'economia cri­minale per cui il procuratore Vigna dice che "la mafia fattura cento miliardi di dollari l'an­no", con ciò implicando che un simile volume d'affari è impos­sibile senza il concorso fattivo, costante della politica e della finanza. La mutazione che genera nuovi autoritarismi, fab­brica illusioni, nuovi furori, nuove guerre, ma i suoi effetti non sono più messi in discus­sione neppure dalla sinistra. La megatruffa Parmalat sta finen­do in una beffa per i risparmia­tori rapinati, con Tanzi che "chiede perdono", con la legge di tutela sul risparmio più volte promessa e che mai si farà, I'Udc ha appena fatto in modo di blindare il falso in bilancio così com'è, cioè una sostanzia­le impunità, dai tentativi di riformarlo che la decenza poli­tica aveva proposto. Ma le rapi­ne Parmalat e Cirio son servite all'opposizione per attaccare il governo, non per mettere in discussione le dinamiche eco­nomiche e sociali in cui sono maturate. Forse per risarcire le migliaia di risparmiatori messi sul lastrico dal ragionier Tanzi insieme all'intero staff dirigen­ziale, ad amici, parenti e col concorso decisivo delle ban­che, organizzeranno un Tele­thon. Dice sconsolato il profes­sor Sapelli: "L'economia crimi­nale dove il profitto è tutto e la morale niente può finire anche in un commercio della prostituzione o dei bambini. Sono commerci che rendono? E allora perché non farli?". Ma qui sta l'errore di fondo, non è vero che il profit­to sia il bene supremo, non è vero che al centro della società ci sia solo la ricchezza e il pote­re e l'impunità che da essa deri­vano. Nel capitalismo senza etica ci si arricchisce troppo in fretta, non si fa in tempo a capi­re la responsabilità del denaro, la sua funzione sociale. Si fanno i soldi, si compra una barca di 30 metri, si va al Billio­naire di Porto Rotondo e tutto è risolto. Anche perché, si potreb­be aggiungere, "la società non esiste" come diceva Margaret Tatcher per dire che il neocapi­talismo l'aveva spazzata via e altrettanto si apprestava a fare con la politica. Abbiamo visto di tutto in questi ultimi 20 anni televisivi berlusconiani, ma I'antipolitica qualunquista da Grande Fratello ce la saremmo volentieri risparmiata.
(Di Massimo Del Papa, tratto da Mucchio)

Sunday, March 27, 2005

Auguri

(Niente Pasqua ad Aosta per quest'anno, sono venuto a Bergamo per festeggiarla con i parenti ma soprattutto per la concomitanta dell'ottantesimo compleanno del Nonno. Non potevo mancare anche se "qualche argomento" per restare a casa c'era .
Onestamente la Pasqua non l'ho mai passata a casa, quasi sempre usufruivo del puntuale invito alassino del Massa ma quest'anno ho dovuto negarmi .
Ora stò scrivendo dal computer del Bomba, abbandonato da più di tre mesi visti i suoi impegni tunisini .
In effetti venire qui e non trovarlo fa molto strano, non è la stessa cosa . Non voglio pensarci tanto, ma mi rendo conto che ormai si è quasi giunti ad una svolta e difficilmente potrò avere le persone care vicine come prima . Ma non è il momento di parlarne .
Sono entrato nel blog senza sapere cosa scrivere e in effetti si nota, meglio farvi gli auguri e spegnere tutto .)

Tuesday, March 22, 2005

Lee Master vs DeAndré

(La collina (Master)

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
Il debole di volontà, il forte di braccia, il buffone,
L'ubriacone, l'attaccabrighe?
Tutti, tutti, dormono sulla collina .

Uno morì di febbre, uno bruciato in miniera,
Uno ucciso in una rissa,uno morì in prigione,
Uno cadde da un ponte mentre faticava per Moglie e figli
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono, dormono sulla collina .

Dove sono Ella, Kate, Mag, Lizzie e Edith,
Il cuore tenero, l'anima semplice, la chiassosa ,
La superba, l'allegrona ?
Tutte, tutte, dormono sulla collina .

Una morì di parto clandestino,una di amore contrastato,
Una fra le mani di un bruto in un bordello,
Una di orgoglio infranto, inseguendo il desiderio del cuore,
Una dopo una vita lontano a Londra e Parigi
Fu riportata nel suo piccolo spazio accanto aElla e Kate e Mag
Tutte, tutte dormono, dormono ,dormono sulla collina .

Dove sono zio Isaac e zia Emily,
E il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
E il maggiore Walker che aveva parlato
Con i venerandi uomini della rivoluzione ?
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina .

Li portarono figli morti in guerra,
E figlie che la vita aveva spezzato,
E i loro orfani, in lacrime
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina .

Dov'è il vecchio Jones, il violinista
Che giocò per novant'anni con la vita,
Sfidando il nevischio a petto nudo,bevendo,
Schiamazzando, infischiandosi di moglie e parenti,
E denaro, e amore, e cielo ?
Eccolo!Cincia delle sagre di pesce fritto ditanti anni fa,
Delle corse di cavalli di tanti anni fa aClary's Grove,
Di ciò che Abe Lincoln disseuna volta a Springfield .


La collina (DeAndré)

Dove se n'è andato Elmer che di febbre si lasciò morire
Dov'è Herman bruciato in miniera .
Dove sono Bert e Tom, il primo ucciso in una rissa
E l'altro che uscì già morto di galera .
E cosa ne sarà di Charley che cadde mentre lavorava
E dal ponte volò e volò sulla strada .
Dormono, dormono, dormono sulla collinaDormono, dormono, dormono sulla collina .

Dove sono Ella Kate morte entrambe per errore,
Una d'aborto, l'altra d'amore .
E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un animale
E Edith consumata da uno strano male,
E Lizzie che inseguì la vita lontano, e dall'Inghilterra
Fu riportata in questo palmo di terra .
Dormono, dormono, dormono sulla collinaDormono, dormono, dormono sulla collina .

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie
Con cimiteri di croci sul petto,
Dove i figli della guerra partiti per un ideale
Per una truffa, per un amore finito male ;
Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere
Legate strette perchè sembrassero intere .
Dormono, dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono, dormono sulla collina .

Dov'è Jones il suonatore
Che fu sorpreso dai suoi novant'anni
E con la vita avrebbe ancora giocato .
Lui che offrì la faccia al vento,
La gola al vino e mai un pensiero
Non al denaro, non all'amore né al cielo .
Lui si, sembra di sentirlo
Cianciare ancora delle porcate
Mangiate in strada nelle ore sbagliate .
Sembra di sentirlo ancora
Dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi, cosa ti compri di milgiore? " .)

Mar Adentro

Mare Dentro , Mare Dentro
Senza peso sul fondo
Dove si avvera il sogno
Due volontà fanno vero il desiderio nell'incontro
Un bacio accende la vita con il fragore
Luminoso di una saetta
Il mio corpo cambiato, non è più il mio corpo
E' come penetrare al centro dell'universo
L'abbraccio più infantile e il più puro dei baci
Fino a diventare un unico desiderio
Il tuo sguardo e il mio sguardo
Come una eco che ripete senza parole
Più dentro più dentro fino al di la del tutto
Attraverso il sangue al midollo
Però sempre mi sveglio e
Sempre voglio essere morto
Per restare con la mia bocca
Preso nella rete dei tuoi capelli
(Mar Adentro, Amenabar)

Thursday, March 17, 2005

Difficolta'

(Non riesco piu' ad entrare in internet da casa mia...porca ...
Avrei molte cose da mettere sul blog, per ora mando un saluto a tutti belli e brutti (come direbbe George), aspettando che qualcuno mi risolva il problema.)